Scuola Calcio Roma Nord

L’attività di base della Scuola Calcio Don Orione Roma Nord promuove la pratica calcistica giovanile attraverso un corretto e graduale avviamento del bambino al gioco del calcio. Per questo motivo i nostri allenatori sono tutti qualificati e le modalità sulle quali è strutturato l’allenamento sono quelle stabilite dalla F.I.G.C., dal C.O.N.I  e dal Centro di Medicina dello Sport.

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  • La Scuola Calcio della categoria "Piccoli Amici" è dedicata ai ragazzi dai 5 ai 7 anni di età.
  • La Scuola Calcio della categoria Pulcini raggruppa in tre classi i ragazzi da 8 a 10 anni di età.
  • La Scuola Calcio della categoria esordienti raggruppa in tre classi i ragazzi dagli 11 ai 12 anni di età.

Il ragazzo che sceglie di impegnarsi in uno sport merita rispetto e stima da parte dei genitori, che devono cercare di spronarlo e incoraggiarlo nello svolgimento di tale attività, ma soprattutto capire, e fargli comprendere, che lo sport è, prima di ogni cosa, divertimento e voglia di stare insieme, senza nutrire gelosie inutili o false ambizioni, che, il più delle volte, sono di ostacolo e non di aiuto al giovane.
In effetti, particolarmente nel calcio e nella fascia di età compresa tra i 6 e i 14 anni, il genitore si trova di frequente protagonista di situazioni spiacevoli, che creano problemi ed ostacoli ad una serena e positiva attività sportiva per il proprio figlio.
Molto spesso, un occhio attento scopre che il vero protagonista delle partite giovanili, colui che è più carico di tensioni, che si è preparato meticolosamente e che poi si dispera se si sbaglia un tiro in porta, è proprio il genitore.
Il ragazzino, invece, scuote le spalle, cancella quasi subito l’errore o la sconfitta e, in definitiva, l’unica cosa di cui veramente si rammarica è l’idea della “predica” che l’aspetta a casa. Può capitare che inconsciamente si tenda a realizzarsi attraverso il bambino e proiettare su di lui i desideri che non si è riusciti a soddisfare da giovani.

Con la convinzione che “ lo si fa per il suo bene”, in realtà si può correre il rischio di diventare veri e propri deterrenti psicologici, non solo condizionando negativamente il rendimento in gara, ma, fatto ancora più grave, danneggiando lo sviluppo psicologico del ragazzo.
Molto spesso, si vorrebbe che il proprio figlio non dovesse mai soffrire, né commettere errori, ma ricevere dalla vita solo gioia e felicità: questo, purtroppo non è possibile ed il compito del genitore diviene, perciò, quello di non intromettersi nelle scelte del figlio e di non voler vivere la vita al suo posto, capendo che ogni errore commesso ed ogni dolore provato aiuta il ragazzo a crescere ed a formare una sicura personalità.
Si spera che l’attività sportiva sia uno dei mezzi migliori per aiutare il proprio figlio a maturare e a crescere, in quanto lo sport spinge il giovane ad impegnarsi, a cercare di migliorarsi, a mettersi continuamente alla prova, a stringere rapporti sociali, a comprendere il sacrificio e l’umiltà, ad assumersi delle responsabilità ed a divenire membro di una collettività nella quale vigono, per ciascuno, diritti e doveri.